Epicondilite e calcificazione del tendine: cause, sintomi e cosa fare davvero
Il dolore nella parte esterna del gomito è una problematica molto comune, spesso diagnosticata come epicondilite, conosciuta anche come “gomito del tennista”.
In alcuni casi, esami come ecografia o risonanza evidenziano anche una calcificazione del tendine estensore del polso, creando ulteriore confusione.
Ma queste due condizioni sono davvero la causa del dolore? E soprattutto: come si trattano?
Cos’è l’epicondilite?
L’epicondilite è una condizione che coinvolge i tendini degli estensori del polso, che si inseriscono sull’epicondilo laterale del gomito.
👉 Il muscolo più coinvolto è:
- estensore radiale breve del carpo (ECRB)
Nonostante il nome, non si tratta quasi mai di una vera “infiammazione”, ma di una tendinopatia, cioè un’alterazione del tessuto tendineo.
Sintomi più comuni
I pazienti riferiscono spesso:
- dolore nella parte esterna del gomito
- dolore durante la presa (stringere oggetti)
- fastidio nei movimenti ripetitivi
- difficoltà nelle attività quotidiane (anche banali)
👉 Il dolore può diventare persistente se non gestito correttamente.
E la calcificazione del tendine?
In alcuni casi, gli esami mostrano una calcificazione nel tendine estensore.
Questo significa che:
- si è formato un deposito di calcio nel tendine
- il tessuto ha subito un processo degenerativo
👉 Ma attenzione:
la calcificazione non è sempre la causa del dolore
Molte persone:
- hanno calcificazioni senza dolore
- oppure hanno dolore senza calcificazioni
Dolore e imaging: non sempre coincidono
Un errore frequente è pensare:
👉 “vedo qualcosa nell’esame = quella è la causa del dolore”
In realtà il dolore è influenzato da diversi fattori:
- carico eccessivo o mal gestito
- sensibilità del sistema nervoso
- qualità del movimento
- stato del tessuto
👉 Questo spiega perché il dolore può persistere anche quando il quadro “strutturale” non è grave.
Perché viene l’epicondilite?
Le cause principali includono:
- sovraccarico ripetitivo (lavoro o sport)
- cambi improvvisi di carico (allenamento, nuove attività)
- deficit di forza e resistenza
- scarso recupero
Non riguarda solo i tennisti:
👉 è molto frequente in chi usa mouse, attrezzi o fa lavori manuali.
Il ruolo della terapia manuale
La terapia manuale può essere molto utile, soprattutto nelle fasi dolorose o persistenti.
Non “guarisce il tendine” direttamente, ma agisce su:
✔ Modulazione del dolore
Riduce la sensibilità locale e migliora la tolleranza al carico.
✔ Miglioramento della mobilità
Lavoro su:
- gomito
- polso
- catena cinetica (spalla inclusa)
✔ Effetto neurofisiologico
Aiuta a “calmare” il sistema nervoso e migliorare la percezione del movimento.
Onde d’urto e calcificazioni: servono davvero?
Le onde d’urto possono essere considerate soprattutto nei casi con calcificazioni.
Possono:
- stimolare il tessuto
- contribuire alla riduzione del dolore
- in alcuni casi favorire il riassorbimento della calcificazione
👉 Tuttavia, non sono sempre necessarie e non sostituiscono il lavoro attivo.
L’importanza dell’esercizio terapeutico
Il trattamento più efficace dell’epicondilite include sempre esercizio.
Obiettivi:
- aumentare la capacità del tendine di sopportare carico
- migliorare forza e resistenza
- ridurre il rischio di recidiva
Esempi:
- esercizi eccentrici per gli estensori
- lavoro di presa (grip)
- rinforzo progressivo
Cosa NON fare
❌ riposo assoluto prolungato
❌ trattamenti solo passivi
❌ basarsi esclusivamente sugli esami
Conclusione
Epicondilite e calcificazioni del tendine sono condizioni comuni, ma il dolore non dipende solo da quello che si vede negli esami.
Un approccio efficace deve includere:
- gestione del carico
- esercizio terapeutico
- eventualmente terapia manuale e onde d’urto
👉 Il punto chiave è trattare la persona, non solo il referto.
Hai dolore al gomito da tempo?
Se soffri di dolore laterale al gomito o hai ricevuto una diagnosi di epicondilite, è importante impostare un percorso corretto.
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