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RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

Ogni anno vengono eseguiti numerosi interventi ortopedici a carico di articolazioni, muscoli e legamenti. Il ruolo del fisioterapista nella fase precedente e successiva all'intervento chirurgico e di estrema importanza, affinche il paziente possa riacquistare la completa funzionalita dell'arto trattato e tornare a condurre una vita normale nel piu breve tempo possibile.

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

Riabilitazione post chirurgica

Ogni anno vengono eseguiti numerosi interventi ortopedici a carico di articolazioni, muscoli e legamenti.
Il ruolo del fisioterapista nella fase precedente e successiva all'intervento chirurgico è di estrema importanza, affinché il paziente possa riacquistare la completa funzionalità dell'arto trattato e tornare a condurre una vita normale nel più breve tempo possibile.


Cos'è
I trattamenti di riabilitazione pre e post-operatoria assolvono a questo scopo e consistono in veri e propri programmi di manualita massoterapiche, esercizi muscolari attivi e passivi e mobilitazioni dell'arto. Questi programmi riabilitativi vengono studiati in base alle condizioni cliniche del paziente e devono essere adeguati alle situazioni che si presentano nelle varie fasi della riabilitazione. I trattamenti di riabilitazione post-operatoria sono particolarmente indicati per riacquistare la mobilità di arti interessati sia da chirurgia artroscopia che da chirurgia protesica. Le patologie che richiedono trattamenti di riabilitazione post-operatoria riguardano prevalentemente spalla, ginocchio, anca, colonna vertebrale, mano, polso, piede e caviglia. 


Come si esegue
I trattamenti di riabilitazione post-operatoria si articolano in diverse fasi, ciascuna delle quali ha una finalità specifica. In una prima fase lo scopo è quello di aiutare il paziente nel controllo del dolore e dell'infiammazione, mediante manualità che stimolano i processi riparativi dei tessuti. Nella seconda fase il fisioterapista, attraverso la mobilità dell'articolazione, permette al paziente il movimento dell'arto senza dolore; in questa fase il compito dell'operatore e molto delicato, perche, se troppo aggressivo, rischia un aumento dello stato infiammatorio, se troppo prudente, puo causare rigidita all'articolazione.
Durante la terza fase il paziente recupera il tono muscolare, grazie ad esercizi fisici attivi da svolgere sotto il controllo del fisioterapista. Nella quarta fase gli esercizi e i movimenti sono volti al recupero della coordinazione, mentre nell'ultima fase la riabilitazione mira al recupero dell'abilità e della precisione del movimento, soprattutto se il paziente è uno sportivo. 

I trattamenti di riabilitazione post-operatoria, in abbinamento alla terapia fisica, si avvalgono di una terapia strumentale, grazie alla tecnologia avanzata di strumentazioni elettromedicali che sfruttano le energie fisiche a scopo terapico, come il calore, la conduzione elettromagnetica e gli ultrasuoni.

Risultato
I risultati dei trattamenti di riabilitazione post-operatoria e i tempi di recupero della completa funzionalità di un arto dipendono, oltre che dalla professionalità del fisioterapista, anche dal tipo di intervento chirurgico cui l'arto e stato sottoposto. Inoltre, ai fini del successo della terapia riabilitativa, gioca un ruolo importante la volontà del paziente e la sua tolleranza e resistenza fisica.
Il fisioterapista sarà tanto piu competente, quanto piu facilmente riuscirà a calarsi nella realtà del paziente, per individuare il programma a questi più adeguato ed ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile. Stabilire un buon programma di riabilitazione significa raggiungere gli obiettivi fissati nelle diverse fasi. Questo consente al paziente di controllare inizialmente il dolore e l'infiammazione del post-operatorio, di recuperare in seguito la tonicità muscolare e la progressiva articolarità e di riacquistare, infine, la totale funzionalità motoria dell'arto trattato. 

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

Terapia manuale

E' un sistema di analisi, valutazione e trattamento dei disturbi muscoloscheletrici. Le tecniche utilizzate si basano su mobilizzazioni articolari manuali, trattamento dei tessuti molli (muscolare e fasciale), tecniche neurodinamiche e stretching statico e dinamico.
La mobilizzazione articolare, oltre a permettere il recupero della mobilita fisiologica nonché dei movimenti accessori delle articolazioni, svolge un'importante azione di modulazione sui recettori afferenti presenti nell'articolazione e nei tessuti circostanti (legamento, capsula articolare, tessuto fasciale) che si traduce in una neuromodulazione a livello del SNC con effetto antalgico ed un riequilibrio delle informazioni propriocettive afferenti.

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

Rieducazione motoria

E' un sistema di valutazione clinica e rieducazione delle disfunzioni legate al movimento mediante la stabilizzazione a livello locale/segmentale e globale e l'integrazione funzionale individualizzata.
Gli studi scientifici hanno dimostrato come spesso l’origine del dolore muscoloscheletrico sia sconosciuta.
Si ritiene che la perdita di controllo nelle posture statiche o nel  movimento (traslazione o movimenti fisiologici) puo portare ad uno stress meccanico dei tessuti.
In particolare lo scarso controllo dei muscoli chiave più profondi che si definiscono Stabilizzatori (locali o globali) o il loro eccessivo accorciamento/allungamento, in concomitanza ad una alterazione dell'equilibrio lunghezza/forza dei muscoli piu superficiali definiti mobilizzatori, possono essere la causa o il fattore di mantenimento del dolore.
La rieducazione delle disfunzioni del movimento si basa sull’analisi, la valutazione ed il trattamento del movimento delle varie regioni del corpo (colonna vertebrale, arto superiore ed arto inferiore). Il ragionamento clinico basato sui fattori aggravanti e allevianti, sorretto da test appropriati, guida il fisioterapista nella sua scelta di esercizi appropriati e mirati. Permette di mettere in relazione il dolore "meccanico" ad abitudini posturali e pattern di movimento scorretti mirando a correggerle mediante esercizi individualizzati e specifici.

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

Patologie

PATOLOGIE POST TRAUMATICHE
Tra i problemi piu comuni a seguito di traumi possiamo indicare: distorsione di ginocchio, lesione del legamento crociato e collaterale, lesioni meniscali, distorsione di caviglia, instabilita di spalla(lussazione,sub lussazione, slap, hill sachs) esiti di fratture, lesioni muscolari, colpo di frusta, politraumi complessi.

POST CHIRURGICHE
Tra le rieducazioni post chirurgiche su cui possiamo intervenire troviamo:  ricostruzione legamento crociato, meniscectomie e suture meniscali, sutura e acromionplastica tendini cuffia dei rotatori, lussazione di spalla/instabilita, fratture, fissatori esterni, protesi anca, protesi ginocchio, protesi di spalla, protesi di gomito, osteosintesi, ernia del disco.

DEGENERATIVE 
Sindrome da conflitto sub acromiale, lesione della cuffia dei rotatori, borsite, artrosi dell’anca, impigment femoro acetabolare, artrosi del ginocchio, sindrome femoro-rotulea, tendinite e tendinosi del tendine di Achille, fascite plantare, lesioni cartilaginee, pubalgia, morbo di Dupuytren, sindrome del tunnel carpale, cefalea, emicrania.

ETA EVOLUTIVA 
Tra le principali patologie dell’eta evolutiva curiamo: distacchi nuclei apofisari, paramorfismi, atteggiamenti, dimorfismi, scoliosi, piede piatto, piede cavo, dorso curvo, M. di Scheuermann, Osgood-Schlatter, Sever, Haglund.

ETA GERIATRICA 
Ci occupiamo quotidianamente anche di riabilitazione di patologie legate all’avanzamento dell’eta, come: artrosi grave a varia localizzazione, chirurgia protesica, osteoporosi, deformita, cedimenti vertebrali, sindrome da immobilizzazione. 

FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT

Quando si parla di riabilitazione sportiva si intende l'elaborazione di un programma di trattamento riabilitativo dopo un infortunio di carattere sportivo. In caso di lesione, la riabilitazione sportiva ha il compito di realizzare e supervisionare il programma impostato e prevenire l’insorgenza di recidive o infortuni collaterali. Questo deve basarsi in primo luogo sulla risposta fisiologica dei vari tessuti a una lesione, e sulla comprensione dei meccanismi della guarigione.

FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT

Riabilitazione sportiva

Quando si parla di riabilitazione sportiva si intende l'elaborazione di un programma di trattamento riabilitativo dopo un infortunio di carattere sportivo.

In caso di lesione, la riabilitazione sportiva ha il compito di realizzare e supervisionare il programma impostato e prevenire l’insorgenza di recidive o infortuni collaterali.

Questo deve basarsi in primo luogo sulla risposta fisiologica dei vari tessuti, e sulla comprensione dei meccanismi della guarigione. Nella pratica sportiva la maggior parte degli infortuni è a carico dell'apparato muscolo scheletrico.

Le lesioni macrotraumatiche sono causate da un trauma acuto con conseguente dolore immediato e incapacita funzionale, esse comprendono: fratture, lussazioni, sublussazioni, distorsioni, strappi, contusioni.

Le lesioni microtraumatiche vengono indicate come lesioni da sovraccarico e dipendono da carichi elevati e ripetuti o da scorretta esecuzione del gesto atletico durante l'allenamento o la competizione; esse comprendono: tendiniti, tenosinoviti, borsiti ecc.

Il programma di riabilitazione deve quindi essere fondato sulle conoscenze del processo di guarigione, e sulle modalita terapeutiche da utilizzare per guidare correggere e stimolare la funzionalita e l'integrita della parte lesa.

Il programma riabilitativo deve cercare di contenere gli effetti di un'esagerata risposta infiammatoria, controllando il dolore e il gonfiore e limitando gli spasmi muscolari che l'accompagnano.

Infine si deve porre massima attenzione alla prevenzione delle recidive, utilizzando le varie metodiche terapeutiche e di allenamento per migliorare la resistenza del tessuto leso ai futuri sovraccarichi.

FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT

Fibrolisi diacutanea

La miofibrolisi diacutanea (il prefisso dia deriva dal greco dia, ossia attraverso; quindi fibrolisi attraverso la cute) è una metodica messa a punto da un fisioterapista svedese, Kurt Ekman; tale metodica, si avvale di particolari strumenti detti fibrolisori, viene utilizzata in vari ambiti quali quello ortopedico, fisiatrico e sportivo ha mostrato interessanti risultati in varie situazioni morbose a carico di tessuti molli e nelle fibrosi pararticolari e periarticolari.
In caso di eventi patologici, il corpo umano puo tentare di riparare il tessuto, in maniera non sempre ottimale, creando le cosiddette “cicatrici” , che possono essere nodulari oppure delle aderenze fibrose. La miofibrolisi diacutanea cerca di avviare o accelerare il processo di riassorbimento, riportando il tessuto in condizioni di normalita. Se effettuata in modo corretto la miofibrolisi diacutanea ha, nelle situazioni morbose citate poco sopra, un’efficacia superiore a quella dimostrata da altre metodiche fisioterapiche (massoterapia, ultrasuoni, tecar, ecc.).
La fibrolisi ha mostrato una certa utilità non solo a fini terapeutici, ma anche diagnostici; grazie a essa infatti si è in grado di localizzare eventuali formazioni fibrose nei tessuti molli; i fibrolisori infatti, grazie alla loro particolare forma, permettono l’esplorazione e la localizzazione di processi reattivi.
La strumentazione che viene utilizzata per effettuare la fibrolisi diacutanea consiste sostanzialmente in una serie di fibrolisori in acciaio inox dalla diversa curvatura e forma.
Una seduta di fibrolisi diacutanea consta sostanzialmente di due fasi; la prima e quella diagnostica, mentre la seconda consiste nell’intervento manuale vero e proprio. Il terapista agisce in modo diverso a seconda della profondità della formazione fibrosa. Il fine ultimo della fibrolisi e quello di riuscire nel giro di poche sedute a frammentare meccanicamente il corpo fibroso. Se non è possibile effettuare una frammentazione completa, talvolta si rivela sufficiente l’allontanamento del corpo fibroso dalle terminazioni sensitive irritate responsabili dei sintomi dolorosi. La fibrolisi non è una metodica indolore e il dolore in certi casi può essere particolarmente intenso, in particolar modo nei punti in cui sono presenti le maggiori aderenze.
Terminata la seduta non è escluso un temporaneo riacutizzarsi della sintomatologia dolorosa; questo problema però tende a risolversi nel giro di poco tempo.
La fibrolisi diacutanea e controindicata nel caso di soggetti affetti da notevole fragilita capillare o da disturbi della coagulazione. La metodica è altresi sconsigliata nei soggetti molto anziani e in tutti coloro particolarmente sensibili alle stimolazioni dolorose.

FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT

Manipolazione fasciale

Il trattamento secondo il concetto della manipolazione fasciale è orientato a valutare e trattare la fascia.
Essa è una membrana che si estende su tutto il corpo immediatamente sotto la pelle. Relegata da sempre alla mera funzione di contenzione e riempimento, svolge la funzione di collegare e coordinare un’articolazione con l’altra, sincronizzando l’azione di ciascuna parte del corpo con il tutto.
Si espande all’interno del muscolo con le sue strutture, il perimisio e l’endomisio.
Queste espansioni trasmettono alla fascia profonda la contrazione della singola fibra muscolare. In conseguenza di tali collegamenti la fascia diventa il direttore di orchestra che sincronizza il crescendo di alcuni muscoli e il diminuendo di altri.
Il risultato di questa armonia è il gesto motorio. Se la membrana, che e l’elemento coordinante del gesto motorio, diventa piu densificata l’effetto inevitabile è la scoordinazione motoria. Alla base della densificazione vi sono tre classi di fattori: meccanici (traumi, sovrauso), chimici (alimentazione, farmaci) e fisici (freddo, vento).
L'intervento manipolativo è volto al ripristino della fisiologica omeostasi tensionale.
IMPOSTAZIONE DI UN TRATTAMENTO
Raccolta dati
E’ la storia clinica del paziente che guida il ragionamento clinico e l’approccio manipolativo. L’anamnesi recente, soprattutto in presenza di disfunzioni croniche trova in quella remota le sue origini. Diventa cosi indispensabile venire a conoscenza di fratture, traumi, interventi chirurgici e dolori pregressi. Sui dati raccolti viene elaborata una prima ipotesi fisiopatologica che restringe il campo delle aree da sottoporre a valutazione clinica.
Valutazione motoria palpatoria
Sono indispensabili a convalidare l’ipotesi di trattamento elaborata durante la fase precedente. Testano la presenza di limitazioni nell’escursione articolare e insorgenza dei sintomi durante il movimento dei distretti esaminati rispetto ai tre piani spaziali. La palpazione dei centri di coordinazione ritenuti responsabili della disfunzione confermera o meno la presenza di Densificazioni Fasciali.
Il trattamento
Mira al ripristino del fisiologico equilibrio tensionale proprio del sistema fasciale. La manovra manipolativa, sviluppando attrito e calore profondo, ripristina il corretto e vicendevole scorrimento fra i diversi piani fasciali, normalizzando cosi la funzionalità muscolare ed articolare e garantendo la scomparsa del sintomo doloroso. Scelta la corretta combinazione di Centri di Coordinazione da trattare, si utilizzano gomito, nocca o polpastrello per insinuarsi tra le diverse strutture fasciali fluidificando la sostanza fondamentale dei tessuti connettivi

FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT

Tipi di infortuni nello sport

SPALLA
Tra le lesioni piu frequenti troviamo la frattura/lussazione clavicola, la lussazione di spalla in sport come judo, lotta, canoa, ciclismo, equitazione.  Le lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori, borsiti e sindrome da impigment sono spesso patologie da sovraccarico molto piu frequenti invece in chi esegue movimenti ripetuti ad alta velocita e quindi nella pallavolo, nel tennis e nel basket.
GOMITO
Le fratture e lussazioni sono tipiche in tutti gli sport da contatto, mentre l’epicondilite e l’epitrocleite interessano soprattutto chi pratica tennis, golf e arrampicata.
POLSO
Le fratture e le distorsioni al polso sono frequenti in tutti gli sport di contatto e in particolare nel pugilato, mentre sono piu tipiche negli sport di presa, come la lotta, o nell’arrampicata le tendiniti a varia localizzazione.
BACINO
Equitazione, calcio e atletica leggera portano frequentemente a pubalgie. Inoltre gli ultimi due in eta evolutiva portano all’osteocondrosi giovanile Perthes.
COLONNA
La colonna e spesso interessata da problemi come rachialgie (mal di schiena) ed ernia del disco, causate, nella maggior parte dei casi, da sport come: golf, salti, ciclismo, ginnastica artistica, motociclismo ed equitazione.
GINOCCHIO
Calcio, sci, basket, pallavolo, tennis e rugby portano frequentemente a distorsioni (sia lesioni meniscali che legamentose – crociato e collaterale) e condropatie (lesione/infiammazione della cartilagine). Degli stessi sport tranne il rugby e tipica la sindrome femoro-rotulea. In eta evolutiva calcio, sci, basket e pallavolo possono causare l’osteocondrosi giovanile Osgood-Schlatter. E le tendiniti a varia localizzazione (rotulea, quadrici pitale, zampa d’oca, bendelletta) sono tipiche e frequenti in calcio, sci, basket, pallavolo, tennis, atletica leggera.
CAVIGLIA
Tra le patologie della caviglia piu frequenti curiamo: la distorsione legamentosa (calcio, sci, basket,pallavolo); la frattura articolare (sport di contatto); tendiniti a varia localizzazione – achillea, peronieri, tibiale posteriore – (giochi sportivi, atletica); tendinosi/rottura del tendine di Achille (calcio, basket, pallavolo, tennis).
PIEDE
Il piede puo essere interessato da patologie che variano abbastanza a seconda degli sport: la metatarsalgia nel tennis, la fascite plantare nell’atletica e nel calcio, la tallonite nel tennis e nei saldi, la frattura da stress nell’atletica e nella ginnastica artistica e l’osteocondrosi giovanile Sever-Haglund nel calcio, sci, basket, pallavolo in eta evolutiva.
MUSCOLI
Contratture, stiramenti, strappi ai muscoli sono tipici in tutti gli sport con il rischio di lesioni complete nella pesistica e nella ginnastica artistica.

RIEDUCAZIONE COLONNA VERTEBRALE

La rieducazione della colonna vertebrale prevede un approccio multidisciplinare che mira al ripristino della funzionalita globale e specifica del segmento in disfunzione. Questo approccio dopo un'attenta valutazione prevede l'utilizzo di tecniche di terapia manuale e/o terapie fisiche e di una progressione di esercizi terapeutici.

RIEDUCAZIONE COLONNA VERTEBRALE

Rieducazione Posturale

La rieducazione posturale è una tecnica di terapia manuale utilizzata dal fisioterapista per la cura conservativa e non cruenta dei disturbi muscolo-scheletrici. Alla base della rieducazione posturale c'e la teoria delle catene muscolari, definite come le macro unità funzionali che raggruppano diverse strutture (muscolari, tendinee, ligamentose e fasciali) e sono caratterizzate da azioni e funzioni motorie comuni e/o sinergiche.
La tecnica prevede una specifica metodica di valutazione del paziente strettamente legata al trattamento riabilitativo.
Questa tecnica, studiata per l'applicazione in patologie della colonna vertebrale tra cui il dolore lombare cronico, e nello sviluppo della muscolatura toraco-addominale, permette di ottenere un riequilibrio funzionale dell'apparato muscolo scheletrico portando la postura del soggetto alla naturale fisiologia.

RIEDUCAZIONE COLONNA VERTEBRALE

Pilates clinico

La pratica riabilitativa rivolta alla correzione e al sostegno del rachide ha bisogno di ritrovare la dimensione di allenamento alle masse muscolari stabilizzatrici globali e parziali dei segmenti vertebrali.
Il lavoro della ginnastica vertebrale non può più essere visto solo nell’obiettivo della mobilizzazione articolare, ma per garantire un efficace intervento bisogna creare un’impalcatura muscolare di vero sostegno.
Il principio che è stato estrapolato dal lavoro di J. Pilates si propone di identificare la muscolatura profonda dell’addome attraverso respirazioni diaframmatiche e nel contempo di creare esercizi articolari che mirino a un allungamento assiale.
Il Pilates clinico combina tutti gli esercizi del classico metodo Pilates con i concetti piu evoluti della Riabilitazione Neuromuscolare e del Controllo Motorio. Negli esercizi a tappeto e non solo, si andrà ad attivare selettivamente la muscolatura profonda stabilizzatrice della colonna vertebrale e del cingolo scapolare riuscendo a portare la persona ad avere gli automatismi posturali corretti. Il classico modo di fare ginnastica lascia il posto ad un'attività in cui il corpo lavora in sinergia con la mente e in cui la concentrazione gioca un ruolo fondamentale.
In questo modo si percepisce il corpo ed il movimento in maniera piu consapevole. Con queste premesse il Pilates clinico risulta un approccio ideale nel trattamento di tutte le condizioni dolorose che hanno come causa principale le disfunzioni posturali, le rigidità muscolari e le cattive abitudini di movimento. Può essere usato come primo ed unico approccio o in abbinamento alla RPG o ancora dopo un ciclo di trattamenti individuali, per implementare e mantenere i benefici delle terapie riducendo il rischio di recidiva.
Le applicazioni del metodo inoltre sono in crescente diffusione anche in fase pre e post chirurgica (ad es. artroprotesi di anca e ginocchio), nella prevenzione dell’osteoporosi e nelle disfunzioni del pavimento pelvico.
Il Pilates, con opportuni accorgimenti, viene consigliato in gravidanza, sia nel pre che nel post partum.

RIEDUCAZIONE COLONNA VERTEBRALE

Neurodinamica

La mobilizzazione del sistema nervoso o neurodinamica è una tecnica fondata sulla conoscenza approfondita del sistema nervoso centrale e periferico (midollo spinale, meningi, nervo periferico, tessuto connettivo neurale) e sui meccanismi che determinano una sensazione dolorosa.
Questa metodologia si inserisce all’interno del normale iter riabilitativo aggiungendo ulteriori punti di vista e possibilità di trattamento.
Nello specifico, questa tecnica permette di:
discriminare le cause sintomatiche di natura meccanico/infiammatoria da quelle di origine neurogena ed agisce specificatamente sul tessuto nervoso o sulle  strutture contigue.
Trattare il dolore cronico o l’ipersensibilita centrale che può permanere anche a distanza dalla lesione.
La neurodinamica utilizza movimenti selettivi, specifiche posture, trattamenti manuali sul decorso del nervo che permettono di trattare il sistema nervoso (in particolare la componente periferica) e le strutture circostanti.
 A livello pratico sfruttiamo i concetti di Tensioner (messa in tensione), slider (scorrimento) e interfaccia (parti anatomiche) per ottenere a seconda della valutazione i seguenti risultati:
 • Detensione-rilassamento del nervo (molto importante nei casi di dolore cronico).
 • Miglioramento degli scambi metabolici del sistema nervoso periferico.
 • “Sbrigliamento” del tessuto nervoso nei casi di conflitto con differenti interfacce.
 • Miglioramento delle capacita elastiche del tessuto nervoso.
Puo essere utilizzata per il trattamento di sindromi comuni quali fasciti plantari, gomito del tennista, radicolopatie, sindrome del tunnel carpale e dolore vertebrale.

RIEDUCAZIONE COLONNA VERTEBRALE

Back school

La Back School è una vera e propria scuola che unisce i contributi della medicina, della chinesiterapia, dell’ergonomia, della psicologia e dell’educazione alla salute, finalizzata ad insegnare una metodica utile a prevenire e curare le algie vertebrali.
Il concetto di Back School è rivoluzionario in quanto riserva al paziente un ruolo attivo per la buona riuscita del proprio trattamento.
In presenza di dolore acuto è utile per riequilibrare tempestivamente le strutture della colonna vertebrale e ridurre il dolore.
In presenza di dolore cronico è fondamentale per agire sulle cause che rendono persistente il dolore.
Le ricerche hanno dimostrato che solo il 20% delle lombalgie e conseguenza di patologie del rachide, mentre la maggior parte delle lombalgie è dovuta a cause aspecifiche quali:
posture e movimenti scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente, sovrappeso, obesità e fumo, insufficiente conoscenza della colonna vertebrale.
Il trattamento si propone, attraverso il movimento, di rendere elastici i tessuti rigidi, di aumentare il tono di quelli deboli e di insegnare le posture corrette attraverso un percorso educativo.

RIEDUCAZIONE COLONNA VERTEBRALE

Patologie

COLONNA VERTEBRALE 
Cervicalgia, cervicobrachialgia, lombalgia acuta o cronica, lombosciatalgia, lombocruralgia, protrusione discale, ernia del disco, stenosi del canale, instabilita, spondilolisi-listesi, spondilo artrosi, discopatia, osteofitosi, cefalea cervico genica.

TERAPIE STRUMENTALI

Qui potrai trovare, la descrizione delle tecniche utilizzate e i servizi svolti all'interno dello studio

TERAPIE STRUMENTALI

laserterapia

Laser ILUX TRIAX MECTRONIC, TriaX è il sistema laser brevettato a 3 lunghezze d’onda ( 810 nm + 980 nm + 1064 nm ) che permette di massimizzare i risultati terapeutici. Il sistema TriaX permette di combinare tre laser in un solo dispositivo: tre lunghezze d’onda, tre declinazioni dell’energia, tre interazioni differenti con i tessuti biologici.
Il risultato è una perfetta sinergia che armonizza il rapido effetto antalgico con un controllo dei processi infiammatori e l’attivazione profonda dei processi metabolici vitali per tutte le attività cellulari.

810 NM
La lunghezza d’onda a 810 nm permette una rapida attivazione del processo ossidativo dell’emoglobina: trasferendo il giusto apporto energetico a muscoli e tendini ne favorisce la rigenerazione.
980 NM
La lunghezza d’onda a 980 nm ottimizza l’azione sui termo e meccanorecettori. Se associata alla modalità E²C assicura la giusta interazione con il sistema nervoso periferico, attivando il meccanismo del Gate Control per un rapido effetto antalgico.
1064 NM 
La lunghezza d'onda con meno dispersione all’interno dei tessuti biologici. La sua alta direzionalità consente di convogliare la corretta dose di energia direttamente sulla noxa.

TERAPIE STRUMENTALI

ultrasuono terapia

L'ultrasuono terapia utilizza, a scopo curativo, vibrazioni acustiche non udibili ad alta frequenza (superiori a 20 kHz) prodotte da un generatore di vibrazioni elettriche.
Come funzionano?
Il passaggio del fascio ultrasonico dalla testina ultrasuoni ai vari tessuti biologici e indolore e determina variazioni di pressione che comportano, a seconda della modalita, del dosaggio e della durata dell’applicazione, effetti meccanici, termici, fisico-chimici ed antalgici.
Questi effetti provocano a livello tissutale un aumento della microcircolazione, della temperatura, una stimolazione chimica locale e una disgregazione dei legami cellulari delle strutture raggiunte. Il fascio di ultrasuoni a seconda della frequenza impostata puo raggiungere profondita dai 2 cm fino a 5 cm, con conseguente possibilità di modificare il target di trattamento; inoltre le modalita di applicazione possono essere pulsante, continua, a testina mobile o ad immersione, sfruttando le caratteristiche conduttrici dell’acqua.
Quali sono le indicazioni terapeutiche degli ultrasuoni?
Gli ultrasuoni non sono quasi mai utilizzati come unica metodica di trattamento, ma sono spesso associati ad altri tipi di terapia Le conseguenze provocate dal passaggio di queste vibrazioni acustiche a livello del tessuto rendono molto efficace l’utilizzo di questa terapia fisica per le seguenti patologie:
Calcificazioni: L’aumento di temperatura, la micro iperemia e le micro vibrazioni locali aiutano a disgregare i depositi di calcio a livello tendineo, legamentoso e osseo.
Aderenze e cicatrici: Gli effetti sopra descritti, sono efficaci nel recupero di una corretta elasticita cutanea e nell’evitare aderenze che limitino lo scorrimento dei tessuti a seguito di ferite o interventi chirurgici.
Infortuni muscolari e tendinei: L’utilizzo degli ultrasuoni abbinati ad esercizi di contrazione eccentrica diminuisce la formazione di tessuto fibroso a livello muscolare e tendine. Di conseguenza avremo maggiore elasticita e minor rischio di ricadute.


TERAPIE STRUMENTALI

Tens

La TENS terapia è la tecnica di elettroterapia più utilizzata in fisioterapia, con finalità analgesico-antalgiche nella Terapia del Dolore.
La sigla TENS deriva dalle lettere iniziali delle parole inglesi "Transcutaneous Electric Nervous Stimulation'"(stimolazione elettrica transcutanea nervosa), in quanto la tecnica è quella di applicare sulla cute per mezzo di placche elettroconduttive, dei particolari impulsi elettrici che eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate proprio sotto la pelle.
Gli impulsi nervosi cosi prodotti, attraverso i nervi sensoriali, risalgono verso il midollo spinale bloccando a questo livello ''la porta di ingresso al dolore'' (processo gate control). Allo stesso tempo, questi impulsi TENS comandano al mesencefalo di produrre betaendorfine, cioe sostanze fisiologiche che hanno gli stessi effetti della morfina e in tal modo si completa l'azione analgesica. Importantissima, ma spesso sottovalutata è la tendenza negativa, soprattutto da parte del paziente, di voler aumentare troppo l’intensità, rischiando di provocare anche minime contrazioni muscolari, compromettendo in tal modo i risultati.

Indicazioni al trattamento
Dolori localizzati (non da causa infettiva), dolori di tipo reumatico, osseo o nervoso: lombalgie, dorsalgie, sciatalgie, cervicalgie; distorsioni, lussazioni, contusioni, crampi muscolari, stiramenti muscolari, nevriti, emicranie; dolori post-chirurgici, post-partum, ecc..

Controindicazioni: 
Portatori di Stimolatori Cardiaci e donne in stato di Gravidanza o Allattamento. Particolare attenzione deve essere posta in soggetti con turbe del Ritmo Cardiaco.

TERAPIE STRUMENTALI

tecarterapia

Lo strumento che si utilizza in Tecarterapia sfrutta il principio del condensatore ed e in grado di aumentare la vasodilatazione nella zona trattata, in questo modo vi è un maggiore afflusso di sangue e aumento della temperatura dall’interno.
Ciò concretamente significa che il corpo viene aiutato e stimolato ad autoguarirsi da solo. 
Si tratta in sostanza di una termoterapia endogena ovvero di una terapia che si basa sul calore, la particolarità sta però proprio nel fatto che il macchinario è in grado di stimolare la produzione di calore interna del corpo.
Con la Tecar si può lavorare in due modalità differenti: capacitiva e resistiva.
La prima si utilizza in caso di problematiche dei tessuti molli, ad esempio i muscoli ma anche tessuto connettivo, vasi sanguigni e linfatici. Mentre la seconda è indicata in caso il problema sia più profondo o a carico di tessuti più duri come ad esempio ossa, cartilagini o articolazioni. Spesso, comunque, durante un trattamento si utilizzano alternativamente entrambe le modalità.

Sulla Tecarterapia dobbiamo dunque sapere che:
• Aumenta la vasodilatazione
• Aumenta il calore dall'interno
• Aumenta la circolazione sanguigna
• Aumenta l'ossigenazione dei tessuti
• Stimola il corpo ad autoguarirsi
• Stimola il drenaggio linfatico
• E' una termoterapia endogena
• A seconda del problema si puo lavorare in modalita capacitiva o resistiva
• Stimola il rilascio di endorfina (e per questo agisce sul dolore)
La differenza che offre la Tecarterapia rispetto ad altre tecniche in cui si utilizza il potere curativo del calore è che in questo caso esso viene generato direttamente all’interno del tessuto e non veicolato dall'esterno verso l'interno.

BENEFICI DELLA TECARTERAPIA
La Tecarterapia è in grado di accelerare  i processi rigenerativi naturali dell’organismo e in particolare le riparazioni cellulari, inoltre è in grado di ridurre il dolore con il vantaggio di velocizzare il recupero dal trauma o dalla problematica che ha colpito il corpo. I migliori risultati che si ottengono con la Tecarterapia sono nel trattamento di problemi a colonna vertebrale, piedi e mani, spalle, caviglie, ginocchia o anca.
La Tecar è molto utilizzata nel trattamento degli sportivi grazie ai suoi risultati particolarmente rapidi.

Ricapitolando la Tecarterapia è in grado di:
• Aiutare i processi rigenerativi del corpo
• Ridurre il dolore
• Velocizzare il recupero dopo un trauma
• Trattare problemi in quasi tutte le parti del corpo

TERAPIE STRUMENTALI

interx - enf-elettroneurofeedback

L' ENF è un apparato per elettroterapia che emette un'onda sinusoidale bifasica asimmetrica a modulazione autoregolata, che ha un effetto rapido atto alla risoluzione del dolore e viene usato in fisioterapia per le algie acute e croniche, e durante i programmi di riabilitazione post chirurgica abbinato ad esercizi terapeutici e/o a terapia manuale. 

Può essere utilizzato per:
esiti di trauma e traumi sportivi, Infiammazioni muscolari, Calcificazioni, Neuropatie, Cefalea muscolotensiva, Cervicobrachialgia, Borsiti, Traumi distorsivi, Dito a scatto, Edemi e Linfoedemi, Morbo di Dupuytren, Sindrome del tunnel Carpale, Sindrome di De Quervain, Tendiniti, Colpo di frusta, Lombalgia e Lombosciatalgiia acuta e cronica, Ernia del disco, Aderenze post-operatorie, Contratture muscolari, Contusioni, Esiti di fratture, Lesioni muscolari e tendinee, Lussazioni, Osteoporosi e Osteoartrite.